Nuovo allestimento per le Sale del Secondo Quattrocento

Giovedì, 24 Settembre 2015 on Giovedì, 24 Settembre 2015. Posted in News sugli Uffizi

Sale 26, 27, 28 e 29

Nuovo allestimento per le Sale del Secondo Quattrocento
Preceduto da un importante intervento di adeguamento impiantistico, il nuovo allestimento di alcune sale della Galleria degli Uffizi (dalla numero 25 alla numero 32) dedicate al secondo Quattrocento è stato possibile grazie alla generosa donazione da parte della Salvatore Ferragamo SpA, sottoscritta nell’atto siglato il 12 maggio 2014 alla presenza dell’allora Soprintendente, Cristina Acidini, del Direttore Antonio Natali e di Ferruccio Ferragamo, Presidente dell’omonimo gruppo. Il percorso si apre, nella Sala 25, con le opere di due protagonisti nella pittura fiorentina del secondo Quattrocento, Alesso Baldovinetti e Domenico Ghirlandaio. Il tondo con l’Adorazione dei Magi eseguito da quest’ultimo per i Tornabuoni nel 1487 campeggia dove fino a non molti mesi fa stava il Tondo Doni di Michelangelo; per la bottega del Ghirlandaio transitò del resto il giovane Buonarroti, seppure egli ne denigrasse il magistero. Emerge dai depositi la tavola raffigurante la Giustizia di Biagio d’Antonio, esempio di arte civica i cui emblemi ne ricordano l’originaria appartenenza alla Magistratura del Sale. La Sala 26 si compone quasi per intero di opere finora ingiustamente escluse dall’allestimento permanente, che illustrano l’importante e antica tradizione delle botteghe pittoriche fiorentine. È intitolata a Cosimo Rosselli, l’allievo di Neri di Bicci esponente della corrente più conservatrice e arcaizzante della pittura fiorentina del tardo Quattrocento. La Sala 27 è dedicata a Pietro Perugino, pittore umbro che contribuì sensibilmente allo sviluppo della pittura fiorentina della fine del Quattrocento soggiornando lungamente a Firenze, come attestano, fra l’altro, le tre pale con Storie di Cristo provenienti dalla chiesa del convento cittadino di San Giusto degli Ingesuati. Con le opere del Perugino, sono esposti anche il San Vincenzo Ferrer di Fiorenzo di Lorenzo, donato recentemente dal collezionista Alvaro Saieh Bendeck, e un’interessante tavola col Martirio di san Sebastiano, attribuita a Gerolamo Genga, ma per la quale ancora si attende un adeguato approfondimento critico. Nella Sala 28 sono confluite le opere di Filippino Lippi, finora esposte nella sala affacciata sul corridoio di levante insieme a quelle del padre Filippo. Si intende in questo modo valorizzare l’originalità creativa e la modernità del linguaggio di Filippino, che dalle opere giovanili di impianto botticelliano giunge a confrontarsi con le invenzioni di Leonardo, tanto da essere chiamato a eseguire l’Adorazione dei Magi per la chiesa di San Donato a Scopeto in sostituzione dell’incompiuta Adorazione di Leonardo. La Sala 29 è dedicata a Lorenzo di Credi, del quale la tela proveniente dalla villa medicea di Cafaggiolo con la dea Venere dialoga, nella classicheggiante ponderazione del corpo nudo, con il torso del Doriforo in basanite verde esposto nella Sala 30. Chiudono il percorso le Sale 31 e 32 dedicate a Luca Signorelli, del quale tornano in esposizione, fra l’altro, i due monumentali tondi con la Sacra Famiglia, uno di commissione medicea e l’altro eseguito per la Parte Guelfa, spesso riconosciuti come importanti precedenti per il Tondo Doni di Michelangelo.